Bazar Campo de’ Fiori

Da qualsiasi angolo si osservi, è difficile non ammettere che il mercato di Campo de’ Fiori è ormai un ricordo. Sono ancora lì i banchi, la folla che lo attraversa, le postazioni dei fiorai sul lato della fontana, ma a parte la loro presenza e alcuni pochi operatori storici che resistono, a farla da padroni sono i rivenditori che nello spazio di quelle stesse bancarelle dove si puliva la cicoria più buona di Roma, si sfogliavano i carciofi e si sceglieva la frutta, vendono ora spremute, pasta finto-artigianale, spezie, paccottiglie varie. E viene così a mancare anche quello scambio di chiacchiere, idee e informazioni che facevano di Campo de’ Fiori un luogo unico e speciale della socialità. In tutto questo, il mercato ha un vincolo di destinazione come spazio storico, vincolo ottenuto con lunghe e faticose battaglie anche di Aacs contro chi lo voleva smantellare. L’auto-smantellamento no, questo non era stato previsto. Batta un colpo l’amministratore municipale o comunale che vorrà affondare le mani in quello che sta accadendo a Campo de’ Fiori. (aacsrm)

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