Una brutta passeggiata tra i Rioni
Non c’è verso di sistemare la pavimentazione nelle strade dei Rioni. Esaurita anche l’occasione del Giubileo, ora tutte le speranze possono solo concentrarsi su un miracolo. In che altro modo, altrimenti, intervenire su sampietrini divelti e sconnessi e asfalti rattoppati ormai da anni se non sperando nei santi? Anche Roma, come molte realtà urbane, punta sulla mobilità attiva, tra le modalità di spostamento sostenibili, per cambiare le abitudini di una città ancora auto-dipendente. Diventa però difficile essere “attivi” quando la pavimentazione sulla quale si devono spostare non solo turisti giovani e forti, ma anche abitanti di età avanzata, disabili, mamme con i passeggini è un percorso a ostacoli. Per non parlare del fatto che in molte delle strade dove erano state riservate corsie per i pedoni hanno prevalso parcheggi e tavolini.
E che dire delle isole pedonali che diventano vie di transito, solo perché nessuno fa rispettare i divieti, come accade per la regina delle finte isole pedonali, via dei Cestari, strada di collegamento tra corso Vittorio Emanuele e il Pantheon?
Intanto l’Assemblea Capitolina ha varato il nuovo regolamento scavi che aggiorna le disposizioni approvate nel 2016, poi modificate nel 2021, adeguandolo alle recenti pronunce del Consiglio di Stato e alle disposizioni del Codice delle Comunicazioni Elettroniche. Gli scavi sono una delle cause delle pavimentazioni disastrate in Centro.
Tra le principali novità del nuovo Regolamento, il rafforzamento della programmazione degli interventi e della valutazione dell’effetto cumulativo degli scavi sulla stessa carreggiata, così da evitare continue manomissioni delle pavimentazioni e garantire maggiore continuità e durabilità delle strade.
Il Regolamento introduce regole più stringenti sui ripristini: subito, se si tratta di urgenze; trenta giorni, se si tratta di interventi ordinari limitando il più possibile il protrarsi dei ripristini provvisori. Non si interviene per cinque anni dalla realizzazione di nuove strade, tre anni su quelle oggetto di manutenzione straordinaria e due anni in caso di ordinaria.





