Una goccia nel mangia&bevi

Via dei Barbieri, Rione Sant’Eustachio. Una piccola strada che da via Monte della Farina e dal dedalo interno del rione sfocia su largo Argentina e sull’Area Sacra. Una stradina silenziosa dove si trova l’ingresso degli artisti al Teatro Argentina e che purtroppo non è stata graziata dalla presenza dei tavolini. Così come all’angolo della strada, si crea spesso una discarica di rifiuti.

In questo scenario, per una volta, invece della solita ristorazione, del supermercato e dei negozi di souvenir, qualcuno ha deciso di puntare sui libri. Ed è stato così rivitalizzato un luogo, SpazioSette, che negli anni Ottanta e Novanta grazie all’ingegno e alla curiosità per il mondo di Bea e Nino Borzì, fu un punto di riferimento per l’arredamento e il design a Roma.
Terminata la lunga e fortunata parabola del design e dopo una breve avventura con una galleria d’arte che si era poi rapidamente rivelata un rumoroso locale notturno, ora le sale di via dei Barbieri 7, disposte su tre piani, ospitano stigliature in legno scuro e grandi tavoli con pile di volumi scelti da giovani e appassionati librai, gli attuali gestori del negozio.

Una goccia differente nel mare di mangia&bevi del commercio in Centro.

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Fiori dall’asfalto

Prima le modifiche, poi la presentazione in Giunta. Nuovo passo avanti per la realizzazione del giardino sopra al parcheggio di via Giulia, da anni in attesa di diventare realtà.

Santi e dissestati

Manutenzione. Sembra essere la nuova parola d’ordine della città: per linee tramviarie, metro, ponti, viabilità, edifici. Tutto, tranne le strade e stradine del Centro dove i sanpietrini proseguono lentamente nel loro processo di dissesto.

Una goccia nel mangia&bevi

Via dei Barbieri, Rione Sant'Eustachio. Una piccola strada che da via Monte della Farina e dal dedalo interno del rione sfocia su largo Argentina e sull’Area Sacra. Una stradina silenziosa dove si trova l’ingresso degli artisti al Teatro Argentina e che purtroppo non è stata graziata dalla presenza dei tavolini.

Il cuore che accoglie

Chissà quante volte passando per piazza Sant’Eustachio, molti si saranno chiesti “e tutte queste persone in fila? E i tavoli dentro la chiesa?”