Premio AACS di Roma, Edizione 2016

Lord Alfred Dubs, il Sindaco di Riace Domenico Lucano, gli abitanti di Lampedusa: a loro sono stati consegnati  i riconoscimenti dell’edizione 2016, nel corso di una cerimonia molto partecipata e ricca di storie, testimonianze, percorsi, incontri. Il tema del Premio Aacs 2016 è stato “Accoglienza”.

Si è conclusa sulle note della cantautrice Erica Boschiero la diciottesima edizione del Premio Aacs di Roma che anche quest’anno è stato ospitato nella Sala Spadolini del Ministero per i Beni e le Attività culturali.
Altri tre nomi – Domenico Lucano, gli abitanti di Lampedusa, Lord Arfred Dubs - si sono aggiunti all’albo dei premiati che dal 1999 si è andato arricchendo di esperienze, di voci, di esempi.
Il filo conduttore di questa edizione è stata l’accoglienza, tema che ha portato l’Aacs di Roma ha scegliere per il Premio 2016 tre esperienze segnate da un impegno tenace, innovativo, sotto molti aspetti straordinario e mai retorico. Esperienze che sono state ripercorse, durante la cerimonia, da interventi e reportage realizzati da Cecilia Primerano del Tg1Rai, Francesca Cersosimo di SkyTg24 e Angela Caponnetto di RaiNews24.

La cerimonia è stata presentata da Elisabetta Grande di Radio1Rai e Cecilia Dazzi, affiancate dal Vicedirettore di RaiNews24 Filippo Nanni.
A consegnare i riconoscimenti – unna targa realizzata dalla bottega artigiana del Maestro Orafo Diego Percossi Papi – sono stati Rita Neri dell’Università e-Campus, Franck Tayodjo in rappresentanza del Centro Astalli, Angelo Marinelli di Cam. Per la Commissione Europea Rappresentanza in Italia era presente la dottoressa Natalija Montefusco.
Come ogni anno dal 1998, il Premio Aacs di Roma gode del patrocinio della Commissione Europea rappresentanza in Italia, del MiBact, Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'Anci, di Regione Lazio, Roma Capitale e Municipio I Centro.

Il Premio Aacs di Roma è sostenuto da Advenia, Camedilizia, Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, Saba Italia, Università online e-Campus. 


LE MOTIVIAZIONI DEL PREMIO ACCS DI ROMA 2016

Al Sindaco Mimmo Lucano e al suo innovativo progetto di accoglienza dei migranti a Riace. Respingendo la cupa logica dell'egoismo e aprendo le porte al futuro e alle sue nuove domande, Lucano e' riuscito a dare nuova vita ad un intero paese, già spopolato dal viaggio compiuto in direzione opposta dagli abitanti d'origine, grazie a famiglie provenienti da Afghanistan Senegal Mali. Dopo aver agguantato la sopravvivenza affrontando prima dolore e pericoli, poi ostilità' e diffidenza, le famiglie di migranti hanno trovato nel piccolo paese della Calabria una casa e un lavoro, grazie al recupero di antiche attività locali che erano ormai a rischio di estinzione'. Un modello di accoglienza che si apre al futuro e respinge la dittatura della paura;

a Lord Alfred Dubs per aver fatto emergere dall’ombra dell’assuefazione e dell’indifferenza la tragedia di bambini e adolescenti migranti non accompagnati, ponendo con tenacia ed energia al centro del dibattito politico la necessità di aprire le frontiere a questi minori, di non compromettere ancor di più il loro futuro negandogli la speranza, la protezione, l’accoglienza, dopo aver affrontato pericoli e dolori per fuggire dalla guerra e da condizioni di miseria senza il conforto di un nucleo familiare.
La stessa storia personale di Lord Dubs è memoria che arricchisce di consapevolezza il tema dell’accoglienza: non solo salvare vite umane, ma restituire loro un avvenire di dignità. Come il percorso che ha portato Alfred Dubs bambino, nel 1939, dalla Cecoslovacchia al Regno Unito, dove ha potuto costruire il suo futuro sino alla Camera dei Lords;

agli abitanti e al sindaco di Lampedusa, comunità che ha dimostrato negli anni come la solidarietà non sia una concessione ma la piena apertura emotiva e culturale di un essere umano verso un altro essere umano, con pari dignità. Nella sua capacità di accoglienza, l’isola di Lampedusa, avamposto nel Mediterraneo, ha mostrato il volto migliore dell’Europa, diventando concreto e non retorico simbolo di pace come risultato non di parole o di buone intenzioni, ma di un percorso tracciato giorno per giorno, anche attraverso la condivisione di sacrifici e sofferenze, pur di aprire una porta verso il futuro.

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